Guarire da un dolore emotivo è possibile?

Il dolore emotivo è una condizione da non sottovalutare in quanto tende a cronicizzare e a coinvolgere anche l’organismo, provocando l’insorgenza di disturbi psicosomatici più o meno intensi.

La scomparsa di una persona cara, la conclusione di un rapporto sentimentale, la fine di un’amicizia, un tradimento, una delusione, una diagnosi infausta oppure la perdita del lavoro sono tutte cause responsabili di un disagio psicologico che, se non viene affrontato in maniera adeguata, può trasformarsi in un vero e proprio trauma.

Molto spesso tuttavia, dopo un periodo di crisi, subentra una rinascita spontanea e naturale, che si manifesta con alcuni attendibili indizi.

Non si pensa più ossessivamente alla sofferenza

Qualsiasi dolore emotivo si configura come una sensazione totalizzante, che colpisce la persona dalla mattina alla sera, senza lasciare tregua e senza attenuarsi neppure durante le consuete attività quotidiane lavorative oppure extra-lavorative.

Il primo segnale che tale sofferenza sta attenuandosi si traduce nel fatto che la percezione dolorosa tende ad affievolirsi e il soggetto si accorge che essa non occupa più un posto di primo piano.

Superare un trauma emotivo è un processo lento e difficile, che proprio per questo richiede tempistiche piuttosto dilatate, ma che può essere risolto completamente.

Quando i pensieri negativi non sono i primi a comparire appena svegli alla mattina e neppure gli ultimi a scomparire prima di addormentarsi significa che si è sulla buona strada e che il superamento del periodo critico si sta concretizzando.

È possibile parlare dell’accaduto

Mentre si sta vivendo un periodo di shock emotivo la prima conseguenza è la perdita di lucidità, tanto da rendere difficile anche la possibilità di parlare dei propri problemi.

Chi soffre psicologicamente spesso si isola dal contesto sociale, trovando conforto soltanto nella solitudine e interrompendo il dialogo con gli altri.
Un simile atteggiamento scaturisce dalla sofferenza.

Un indizio piuttosto indicativo del superamento di tale dolore è il desiderio di parlarne, dato che la persona sta metabolizzando l’esperienza e quindi è in grado di confrontarsi con persone amiche, anche per cercare conforto in loro.

Tradurre in parole il dolore è sempre estremamente difficile, ma diventa possibile soltanto quando il superamento della fase più intensa è già iniziato e il dialogo ritorna una delle migliori soluzioni per guarire.

Avere voglia di uscire

Pur essendo quasi sempre invisibile a occhio nudo, il dolore emotivo si manifesta con alcuni atteggiamenti tipici, come ad esempio l’isolamento dalla società: una persona che soffre desidera soltanto stare sola a rimuginare sulle proprie pene.

Anche la vicinanza di parenti e amici può diventare insostenibile in quanto il soggetto si distacca progressivamente da tutto e da tutti.
Uscire di casa diventa impensabile così come altrettanto inaffrontabile è l’ipotesi di distrarsi oppure di divertirsi in compagnia.

Nel momento in cui ricompare il desiderio di stare con altre persone, di organizzare qualche incontro per uscire dalle 4 mura, probabilmente la guarigione è vicina, anche se la strada può essere ancora molto lunga.

Fare nuovi progetti

Il dolore emotivo è quasi sempre associato a fasi depressive che spingono la persona a ripiegarsi su sé stessa e a non programmare in alcun modo il futuro.

Un simile atteggiamento deriva dal fatto che la sofferenza toglie le forze e pertanto qualsiasi stimolo appare inaffrontabile, mettendo l’esistenza in stand-by.

Quando invece le percezioni dolorifiche incominciano ad attenuarsi la persona riprende in mano la sua vita, ridimensionando la sofferenza e valutando nuove possibilità.

Fare progetti è dunque un’importante conquista per chi sta cercando di superare il dolore emotivo perché indica che la sua mente è più libera dall’ossessione della sofferenza.